Che cos’è (per te) il piacere?

Alla ricerca del piacere

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Spesso, le “cose” che ci fanno stare bene e ci rendono felici sono più alla portata di mano di quanto pensiamo.

Abbiamo chiesto un parere alla dottoressa Paola Vinciguerra, psicoterapeuta, presidente Eurodap (Associazione europea disturbi attacchi di panico) e direttore scientifico di Bioequilibrum.

Gli italiani sembrano trarre piacere più dalle esperienze che dalle cose materiali. Come mai?

Perché nei momenti di profonda destabilizzazione, come quello che stiamo vivendo ora, si tende a mettere in secondo piano i bisogni di riempimento e a ritornare a quelli di protezione, sicurezza, stabilità. così, invece di sentire l’esigenza di possedere oggetti, sentiamo quella di stare vicino alla famiglia, di dare spazio agli affetti, di ridare importanza a certi valori.
Il piacere sta cambiando in maniera contingente, in base cioè a ciò che sta accadendo e a quello che stiamo provando. Ma questo non è necessariamente un bene.

Per quali ragioni?

perché il piacere andrebbe cercato innanzitutto dentro di sé e non negli altri e nelle situazioni esterne. Se una persona non è piena e completa, non potrà mai trovare questa pienezza al di fuori. prima deve costruire un rapporto di fiducia, consapevolezza e amore con se stessa e poi, da questa base, aprirsi all’esterno. Solo nel momento in cui si riesce a trovare un proprio equilibrio psicofisico si può trarre godimento da tutto, da famiglia, affetti, valori, esperienza, e dalle piccole cose pratiche ed economiche.

Fra le cose che appagano gli italiani, apparentemente, non c’è il sesso. Che cosa ne pensa?

Tutte le cose fortemente disponibili e a portata di mano perdono parte del loro fascino. e, purtroppo, il sesso è una di queste. Se fino a qualche anno fa la seduzione e i rapporti intimi rappresentavano una dimensione intima, da difendere e da proteggere, ora sono diventati la normalità. Li diamo talmente per scontati, fin da giovani, che hanno smesso di essere una fonte speciale di appagamento.