Il metodo

Il metodo da noi utilizzato è un modello integrato e costituisce un sincretismo tra psicoanalisi, analisi bioenergetica, psicoterapia cognitivo comportamentale e tecniche di rilassamento. In un primo momento il paziente viene ascoltato e favorito nell’esprimere e gestire la sintomatologia problematica, vengono utilizzate tecniche di tipo cognitivo-comportamentale, come la focalizzazione sui pensieri automatici e la confrontazione: all’individuo viene chiesto di riportare ciò che sente, ciò che pensa e quali sono i comportamenti da lui messi in atto per alleviare il disagio. Nella relazione con lo psicoterapeuta, il soggetto viene favorito nel prendere atto che i suoi pensieri e sentimenti non costituiscono la realtà, ma una sua interpretazione della stessa, un’ipotesi che egli ha costruito alla luce del suo disagio. Una volta compreso questo, il paziente può sviluppare un’atteggiamento di ‘distanza’ dal sintomo. A tal fine si utilizzano anche tecniche di rilassamento quali il Training Autogeno, che permette al paziente di diminuire la tensione psico-fisica, favorire la concentrazione e migliorare la gestione del sintomo problematico. Nella nostra concezione, quest’ultimo è l’espressione di un’organizzazione psico-fisica in stato di squilibrio, non è esso a costituire il problema in sé, ma la struttura sottostante. Vengono a questo punto introdotte tecniche psicoanalitiche e di analisi bioenergetica: il
paziente viene aiutato a prendere gradualmente consapevolezza dell’organizzazione psico-fisica che alimenta il disturbo sintomatico. Questa è costituita dalle modalità abituali di interazione messe in atto dal paziente, a cui corrispondono modalità costanti di sentire e di pensare, ed è in relazione diretta con la storia familiare e con i nuclei di dolore e frustrazione sperimentati dal soggetto nella prima infanzia. E’ intorno a tali nuclei che l’individuo si è strutturato. L’organizzazione psico-fisica del paziente è dunque un processo storico-relazionale, è co-costruita dal soggetto dell’interazione con il suo ambiente familiare, ed egli ha un ruolo attivo nella sua strutturazione e nel suo mantenimento. Per far fronte o evitare le eventuali o reali frustrazioni nella sua interazione con le figure di riferimento durante la prima infanzia, ritenendo tali frustrazioni insostenibili per la sua integrità ed equilibrio, l’individuo ha adottato modalità relazionali da lui sperimentate come ‘vincenti’ nel suo ambiente familiare, ma che nella loro evoluzione si sono
irrigidite e sono state investite di significati univoci e assoluti. E’ tale rigidità che provoca squilibrio, ed è attraverso la rivisitazione di tali modalità, dei loro significati e del dolore infantile che l’individuo può modificare la sua struttura psichico-fisica. Il paziente viene aiutato, attraverso tecniche di tipo psicoanalitico quali le libere associazioni da lui prodotte e le interpretazioni dello psicoterapeuta, ad entrare in contatto con le sue modalità rigide di
interazione e con i processi psichici che alimentano il disturbo e rivisitarli nella relazione con l’altro. L’individuo viene aiutato ad auto-osservarsi senza giudicarsi né auto-aggredirsi, e viene favorita la presa di coscienza del proprio funzionamento. In ultima analisi nella nostra visione antropologica non vi è differenza tra ‘mente’ e ‘corpo’: esse non sono due parti di una stessa entità ma sono un’unica unità. Nello sviluppo ontogenetico dunque, gli stati emotivi e le modalità di interazione adottate dall’individuo, si strutturano a livello psicofisico.
L’analisi bioenergetica viene da noi utilizzata per aiutare il paziente ad individuare, attraverso la focalizzazione dei suoi blocchi e delle sue rigidità fisiche, il suo disagio psichico. Il ‘sentire’ il proprio corpo e l’uso della respirazione permettono al paziente di entrare in contatto con il suo dolore profondo di rielaborarlo insieme allo psicoterapeuta.
Una maggior flessibilità permette dunque all’individuo di aprirsi e sperimentare modalità per lui prima inaccessibili, favorendo l’espansione della sua dimensione vitale e creativa.

No comments yet.

Leave a Comment

Top